Feliz cumple

L’associazione ABUELAS DE PLAZA DE MAYO compie oggi 38 anni.
In  Argentina  il  22  ottobre  è  stato  istituito  come  Giornata Nazionale per il Diritto all’Identità.

Abuelas de Plaza de Mayo
La storia di queste meravigliose nonne e della loro forza in questo video:

 

Oggi si festeggia anche il compleanno di LEI, LA ABUELA DI NOI TUTTI.

BUON COMPLEANNO, ABUELA ESTELA.
GRAZIE PER IL TUO ESEMPIO E LA TUA LOTTA.

Feliz Cumple Abuela Estela

Felicidad enorme por la restitución de la nieta #117

Estela de Carlotto sostiene las fotos de Gladys y Walter, los papás de la nieta #117

Estela de Carlotto sostiene las fotos de Gladys y Walter, los papás de la nieta #117

Noi, le Abuelas de Plaza de Mayo, informiamo con grande gioia che abbiamo trovato la figlia di Walter e Gladys Dominguez Hernan Cristina Castro, nata durante la prigionia di sua madre nel marzo 1978. Walter e Gladys sono stati rapiti il 9 dicembre 1977, a Godoy Cruz, Mendoza. A quel tempo, la giovane era al sesto mese di gravidanza, e da allora non si è più avuta alcuna notizia della coppia. Oggi accompagnamo le due Nonne, María Assof de Domínguez e Angelina Catterino, e lo zio paterno Osiris Rodolfo Dominguez, che sono arrivati da Guaymallén, Mendoza, per condividere la gioia di questo incontro …

Walter Dominguez

Walter Dominguez

Gladys Castro

Gladys Castro

Il figlio di Ana Rubel e Hugo Castro ha riguadagnato la sua identità

Ana Rubel Hugo Castro

Abuelas de Plaza de Mayo – Sitio oficial

Comunicato stampa

Il figlio di Ana Rubel e Hugo Castro ha riguadagnato la sua identità.

 

Le Abuelas de Plaza de Mayo informano con grande gioia che hanno trovato il figlio di Ana Rubel e Hugo Alberto Castro. Anna è stata rapita nel gennaio 1977 incinta di due mesi e partorì cinque mesi più tardi durante la sua prigionia all’ESMA.

I genitori

Ana era nata il 27 luglio 1949 a Resistencia, Chaco; in famiglia era chiamata “Ani”. Hugo era nato a San Isidro, provincia di Buenos Aires, il 1° settembre 1951. Entrambi militanti del FAL. Anna era studente di economia e lavorava nel Laboratorio Bagó, mentre Hugo era capomastro e studente di architettura.

Hugo è stato rapito il 15 gennaio 1977 in una via pubblica mentre era nella sua auto. Due o tre giorni dopo fu arrestata lei dall’esercito nella sua casa di Villa Crespo, nella Capitale Federale. La coppia rimase detenuta in un centro di detenzione clandestino dell’esercito fino a che a Ana fu spostata all’ESMA. Nell’infermeria del seminterrato, diede alla luce suo figlio, che nacque a sette mesi e pesava meno di due chilogrammi. Le sopravvissute Sara Solarz Osatinsky e Alicia Milia furono testimoni del parto, a cui partecipò un medico di ESMA. Il bambino fu separato da sua madre e “appropriato”. Anna e Hugo rimangono desaparecidos.

Le ricerche

La famiglia di Hugo cercò, sua moglie ed i figlio fin da subito. Sapevano che aspettava un bambino con la sua nuova compagna, che ancora non conoscevano. La denuncia è all’anno 1984. Da parte loro, i Rubel hanno cercato solo Anna dato che erano ignari del fatto che lei era incinta e che avesse un compagno, Hugo Castro.

Il 18 gennaio 1977 la famiglia Rubel ricevette un telegramma che li informava che dovevano recarsi a Buenos Aires, perché la loro figlia era molto malata e partirono lo stesso giorno da Resistencia. All’arrivo però non si incontrarono con lei ma trovarono l’appartamento violato e messo a soqquadro. Come il resto dei parenti di desaparecidos, presentarono la denuncia agli enti pubblici e l’habeas corpus, ma senza risultati. La famiglia Rubel aveva già subito il terrorismo di stato: il fratello di Ana, Oscar Rubel, era stato assassinato nel 1974.

Ora, il legame tra Anna e Hugo poté essere provato 30 anni più tardi per la ricerca della Commissione nazionale per il diritto all’identità (Conadi) e le dichiarazioni dei sopravvissuti dell’ESMA. Recentemente è stato poi confermato che la donna menzionata nelle denunce come “Ana de Castro” era Ana Rubel de Castro.

Saputo questo, Perla Rubel, la sorella di Ana, contattò la cugina Delia Susana Horowitz, che era stato l’ultima persona ad essere con lei prima il suo rapimento. Delia le confermò che quel giorno, il 17 gennaio 1977, Ana le disse che era incinta.

Dato che i genitori di Ana erano già morti, su richiesta delle Abuelas venne fatta la riesumazione dei loro corpi per ottenere materiale genetico e incorporarlo nella banca nazionale dei dati genetici (BNDG). Così, nel 2008 il profilo genetico del gruppo familiare Castro Rubel poté essere completato.

Il nipote 116

Il figlio di Ana Rubel e Hugo Castro ha scoperto nel mese di agosto di quest’anno di non essere figlio di coloro i quali sostenevano di essere i suoi genitori. All’inizio gli avevano negato le informazioni ma finalmente l’uomo che lo ha crescioto – medico di professione – ha confessato che durante una delle sue guardie nell’ospedale Pedro Elizalde, due uomini entrarono con un bambino prematuro in braccio e che, dato che nessuno lo aveva reclamato, lo tenne con se. Il bambino fu registrato come figlio proprio, ed è per questo che fino a tre mesi fa non ha dubitato della propria identità.

Il giovane si avvicinò a Abuelas de Plaza de Mayo, il 16 ottobre scorso per iniziare la ricerca delle sue origini. Fu ricevuto dai membri del team di Presentazione Spontanea dell’istituzione, che chiese subitoalla Conadi di effettuare con procedura d’urgenza del test del DNA.

Ieri, il BNDG ha comunicato l’esito, e il giovane ha ricevuto la notizia con gioia e tranquillità. Ha parlato con i suoi zii per telefono e ha incontrato Alicia Milia, la compagna di prigionia di sua madre che lo vide nascere.

Ancora una volta gioiamo per la libertà di un nuovo nipote che ha avuto il coraggio di conoscere la sua verità e incoraggiamo tutti coloro che possono fornire informazioni su possibili uomini e donne che sono nella stessa situazione. Confidiamo fortemente che la sua decisione spinga altri ad avvicinarsi e ad incontrarsi con le loro famiglie che lo cercano dapiù di 37 anni.

Città di Buenos Aires, il 5 dicembre 2014.